domenica 29 maggio 2011

Il culto del vino raccontato da 180 reperti
ANTONELLA GAETA
MERCOLEDÌ, 18 MAGGIO 2011 LA REPUBBLICA - Bari

Palazzo Simi, nel borgo antico di Bari, ospita la rassegna dedicata alla divinità magnogreca. Fino al 20 novembre, ingresso libero

In Magna Grecia si moltiplicavano editti per limitare l´uso improprio, solitario e non controllato di vino (quel che oggi chiameremmo alcolismo). «La consumazione rientrava in una pratica rituale, andava bevuta collettivamente e, se si rispettavano le prescrizioni religiose, poteva garantire l´ebbrezza e la vita eterna» spiega Antonio De Siena, soprintendente per i Beni archeologici della Puglia. Il Dionisismo, il culto dedicato a Dioniso, talora fu visto dai cristiani come pericoloso antagonista in quanto capace di promettere la vita oltre la morte. Miti, immagini, produzione, commercio, rituali legati all´antica bevanda compongono, in 180 meravigliosi reperti, la mostra "La vigna di Dioniso. Vite, vino e culti in Magna Grecia", allestita fino al 20 novembre a Palazzo Simi, nel centro storico di Bari (aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19,30, ingresso libero; info 080.527.54.51). L´esposizione è stata inaugurata ieri sera, insieme ai nuovi spazi della direzione regionale per i Beni culturali, da De Siena e dal nuovo direttore per i Beni culturali della Puglia, Isabella Lapi. Come lei stessa ha ricordato, insieme alla direttrice del MarTà, Antonietta Dell´Aglio, si tratta di una riedizione della mostra realizzata nel 2010 nel complesso tarantino, con sostituzione e aggiunta di nuovi pezzi.
«Raddoppiare e, quando possibile, rinnovare le mostre è una pratica proficua e frequentata all´estero ma molto meno in Italia. Questo ne è sicuramente un esempio e non è detto che finisca qui, ci potrebbe essere un terzo capitolo fuori dalla Puglia per questa mostra». E il percorso espositivo che conduce attraverso i pezzi-capolavoro della raffinata e gioiosa "vigna di Dioniso". Coprono quattro secoli, dal V al II avanti Cristo e provengono dai principali siti regionali, in particolare da Taranto, Rutigliano, Ceglie del Campo e Cavallino. Nelle teche, i vasi destinati al simposio, crateri oinochoai, kantharoi, kyliokers, corredi funebri e le incredibili figurine fittili provenienti da Egnazia.

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