martedì 30 giugno 2020

leggende legate alla falce

FALCE
Oggetto così lontano dall'attuale cultura urbana, la falce è invece un simbolo di grande importanza nella civiltà rurale, anche moderna.
Essa è il simbolo di Saturno, visto come Tempo (Kronos) che divora tutte le cose.
Ma può esser senzaltro vista anche come attributo di Cenere, dea delle messi mature e del raccolto, e per questo motivo simbolo di fertilità, di speranza  di ricchezza.
Risultano tracce di amuleti in forme di falce nell'ambito della civiltà romana, usati per propiziare la buona riuscita del raccolto.

lunedì 29 giugno 2020

il cavaliere di bronzo


IL CAVALIERE DI BRONZO

Un giorno un tale, nel mezzo della piazza di Canicattì, si vide avvicinare da due persone con i berretti rossi, che gli chiesero se conosceva la contrada di Vitusullanu. Egli rispose di sì. Ma quelli soggiunsero: « Per venire ad accompagnare noi in quelle terre, dovete essere in due, e dello stesso sangue ». E lui: « Se vi aggrada, c’è qui mio fratello e lo chiamo: abbiamo anche due muli ». «Se siete fratelli, tanto meglio ». — risposero i due — « prendete i muli, e andiamo ». Presero i muli e partirono per Vitusullanu.
Arrivati colà, tutti assieme, quelli del berretto rosso sparirono, e i due fratelli entrarono nella grotta.
Varcata la soglia, la grotta si spaccò, e nello spacco sprofondarono i due fratelli, finché scorsero tre stanze. Nella prima, videro due giganti con un bastone in mano, e un mucchio di denaro. Senza paura, s’infilarono nella seconda stanza, che aveva nei mezzo una statua di bronzo, rappresentante un cavaliere in sella a un cavallo di bronzo, tutto armato e con l’elmo dalla doppia visiera, una davanti, l’altra dietro. Per lo spavento, i due contadini dimenticarono il denaro, e di corsa se la filarono. Usciti fuori, d’un balzo sono in groppa ai muli e via, verso il paese, con la febbre in corpo per lo spavento provato. Dopo tre giorni, i due fratelli morirono.

Leggenda della zona di Canicattì.

domenica 28 giugno 2020

leggende legate alle forbici

FORBICI
Come tutti gli oggetti acuminati o che servono per tagliare, contraddittoria è la tradizione magico-popolare al riguardo.
Trattandosi però di un oggetto capace di ferire, appare ovvio che la credenza popolare sostenga che pungersi con delle forbici significa essere oggetto di maldicenza.
Se, però, dalla puntura verrà fuori qualche goccia di sangue, allora l'auspicio si tramuta in positivo, perché vuol dire che in quel momento qualcuno sta facendo partire alla nostra volta una buona notizia.

sabato 27 giugno 2020

leggende legate al cherchio

CERCHIO
E' un simbolo universale di sicurezza, potenza, difesa.
Tracciare in terra un cerchio con un pugno di sale o con acqua benedetta è un gesto non solo difensivo ma anche altamente propiziatorio per il futuro se compiuto subito dopo la soluzione di un qualcosa che ci abbia fatto penare molto.

venerdì 26 giugno 2020

leggende legate al ciclamino

CICLAMINO
Seconda un'usanza riportata addirittura da Plinio, questa gradevole pianticella andrebbe collocata sul terrazzo o in balcone, o comunque il più vicino possibile alla casa: dov'essa prospera, nessun male potrà attecchire.

giovedì 25 giugno 2020

la Mammona di Tegiano


«LA MAMMONA » DI TEGIANO

In Tegiano, si dà grande importanza a « la Mam­mona », detto anche « Pumpunalu ». Va girando nel paese, specie nella notte di Natale, e le donne in­cinte debbono accortamente guardarsi da lui: se par­torissero, il « Pumpunalu » sarebbe capace di rapire il neonato e di occupare il suo posto nella culla. Guai a chi non crede a tal fatto: in punizione, po­trebbe nascere un altro « Pumpunalu ».
In questa notte fatale, anche i giovanotti debbono guardarsi dall’attaccar briga con « la Mammo­na ». Armato di nocchieruto bastone, egli s’imbrodola nel brago della via, e scarica una mezza serqua di bastonate sul passeggero.

Leggenda della zona di Tegiano.

mercoledì 24 giugno 2020

leggende legate alla cera

CERA
La cera che cola da una candela accesa non dovrebbe essere spezzettata e raccolta a più riprese, bensì lasciata fino a quando la candela non si spegne.
Meglio ancora se sarà a sua volta recuperata integralmente per farne poi un nuovo cero più piccolo.

martedì 23 giugno 2020

leggende legate al fazzoletto

FAZZOLETTO
Malgrado alcuni lo considerino un oggetto negativo perché connesso, in qualche modo, alle lacrime, il fazzoletto ha molte implicazioni fortunate nella superstizione popolare.
Nel nostro Sud, il fazzoletto che lo sposo porta nel taschino esterno della giacca il giorno delle nozze non deve essere usato per nessun motivo, e a cerimonia finita andrà riposto come ricordo della festa: solo in tal modo assumerà un significato totalmente beneaugurante.
Un tempo, il fazzoletto che una fanciulla da marito lasciava cadere in presenza dell'uomo amato perché questi lo raccogliesse e glielo porgesse insieme a un furtivo bigliettino era considerato un accessorio che non doveva mai mancare nell'abbigliamento femminile, pena il rischio - per la fanciulla che ne fosse sprovvista - di restare senza marito.
Si ricordi, inoltre, di non prestare per nessun motivo, neppure a una persona cara o allo stesso coniuge, un fazzoletto che rechi le proprie iniziali ricamate: sarebbe un presagio quanto mai infausto.

lunedì 22 giugno 2020

leggende legate al cavalluccio marino

CAVALLUCCIO MARINO
Detto anche ippocampo, questo affascinante animaletto è ancora oggi considerato un validissimo antidoto contro ogni piccola sfortuna od ogni contrattempo.
Nelle località marine vi è ancora chi si dà da fare per cercarlo lungo le spiagge, ove approda ormai morto dopo le mareggiate.

domenica 21 giugno 2020

leggende legate al corvo

CORVO
Malgrado molti si ostinino a considerare il corvo come un uccello di cattivo augurio, o comunque non portafortuna, sarà bene rammentare che nella tradizione scandinava esso è considerato un uccello fortunato, e apportatore di buone nuove.
Da notare che Noè mandò un corvo fuori dall'arca per informarsi di ciò che avveniva nel mondo.

sabato 20 giugno 2020

la Sibilla di Comano


LA SIBILLA DI COMANO

Dove ora si trovano le terme di Comano abitava una sibilla. Irte le chiome, nebulosa la pupilla, essa proferiva i suoi tetri oracoli in mezzo ai boschi dei dintorni, profetando il futuro. Ogni tanto, in mezzo alle sue profezie, usciva a dire: «Verrà un giorno che molte genti giungeranno in quest’orrida vallea, a ricercare, sospirando, il tesoro che hanno perduto. Senza picconi e senza martelli, verranno qui come fratelli ricchi e poveri, tutti verranno alla scoperta; verranno da ogni paese, di ogni credenza, di ogni clima. Vengano primi o vengano ultimi, tutti e ciascheduno verranno ad occupare la loro parte ».
Non sapendo quale tesoro si potesse mai celare tra quei dirupi, la gente ne parlava continuamente, almanaccando che cosa potesse mai essere. Chi credeva oro e diamanti; chi la verga degli incantesimi; chi diceva che v’erano nascoste le corono di sei re. Ma la cupa profetessa non chiariva l’arcano; e finito che aveva di parlare, l’acre fremeva turbinoso intorno ad essa. Gli uccelli si rannicchiavano tra le foglie; le bestie fuggivano urlando disperse qua e là, il fiume ruggiva come mare in tempesta. La gente scappava confusa e tremante.

Leggenda della  Valle del Sarca.

venerdì 19 giugno 2020

leggende legate alla fiaccola

FIACCOLA
La fiaccola, o face che dir si voglia, è un antichissimo e fausto simbolo di amore e di unione durevole: forse perché Cupido e Imeneo, rispettivamente dio dell'amore e delle nozze, erano raffigurati con in mano una fiaccola.
Porta bene il fare o il ricevere come regalo di nozze una statuina di soggetto classico o un soprammobile riproducenti una fiaccola.

giovedì 18 giugno 2020

leggende legate al chiodo

CHIODO
Portafortuna universale e popolarissimo.
Trovare per la strada un chiodo nuovo e lucente preannuncia un piccolo colpo di fortuna di lì a poco: per nessun motivo al mondo va lasciato dove si trova, ma va raccattato e posto accuratamente in borsa o in tasca.
In alcuni luoghi, anche il chiodo proveniente da una bara è considerato un antidoto a ogni influsso negativo.

martedì 16 giugno 2020

leggende legate al fieno

FIENO
Ecco una simpaticissima usanza contadina. Se lungo la strada vi imbattete in un carro o di un qualsiasi altro mezzo che trasporta fieno, vuol dire che la fortuna vi sta venendo incontro.
E allora, senza farvi scorgere, prendetene una piccola manciata e, appena giunti a casa volta, bruciatela.
Disperdete poi la cenere in casa, in direzione dei quattro punti cardinali.

lunedì 15 giugno 2020

il montone smarrito


IL MONTONE SMARRITO

Un contadino, per recarsi a chiamare la levatrice, passò alle undici di notte per Cambra e trovò in mezzo alla strada un montone. Ravvisatolo per quello di un suo amico, che pensò avesse perduto, le prese, non senza fatica, e lo legò con una cordicella ad un albero, per condurlo, al ritorno, al suo padrone.
Si spicciò presto e giunto vicino alla bestia la slegò e cominciò a tirarla. Quella non voleva venire e dovette caricarsela in spalla. Man mano che si avvicinava a una Madonna fissa in un albero al lato della strada, il montone cresceva di peso, finché diventò insopportabile. Allora il contadino lo gettò a terra dicendo: « Nemmeno fossi il diavolo »! Quello fuggì mandando lampi di fuoco, mentre orribili rumori risuonavano per Cambra.

Leggenda della zona di Cambra.

domenica 14 giugno 2020

leggende legate alla fede nuziale

FEDE NUZIALE
Checché se ne dica, può essere accortamente trasformata in un portafortuna.
Basterà che la sposa, nel momento in cui lo sposo le infilerà l'anello durante la cerimonia, pieghi leggermente il dito in modo da far sì che l'operazione risulti un po' difficile per lo sposo...
Una certa difficoltà daparte di questi, infatti, in quel delicato frangente sembra assicuri lunga felicità ai due.

sabato 13 giugno 2020

leggende legate al cuscino

CUSCINO
Sempre presso gli antichi Egizi, il cuscino di piume di volatile era considerato oltre che un lusso anche un potente talismano per la salute, al punto che i medici del tempo dedicavano quasi più importanza al cuscino, alla sua forma e composizione, che all'ammalato: suggerendo inoltre di evitare cuscini imbottiti con lane ovine o caprine perché aventi effetto controproducente per la salute di chi li usava.

venerdì 12 giugno 2020

leggende legate al ditale

DITALE
Si dice che il regalare o il trovare in casa un ditale da cucito porti male a una fanciulla non ancora sposata: cioè le renderà difficile o impossibile trovare marito.
Per trasformare - dunque - quest'incomodo oggetto in un valido portafortuna, la fanciulla potrà riporlo nel fondo di un cassetto e non toglierlo più di là se non quando si sarà sposata.
In tal modo, il marito potrà giungere addirittura più presto di quanto ella non creda.

giovedì 11 giugno 2020

leggende legate alla corda

CORDA
Ormai leggendaria è la diffusa credenza secondo cui un tratto di corda usata per impiccare un condannato diventava un amuleto dall'efficacia incredibilmente sicura.
Malgrado siano trascorsi molti decenni da quando le impiccagioni potevano esser cosa all'ordine del giorno, tale superstizione resiste ancora.
Anzi, si precisa che la corda d'impiccato sarebbe il migliore amuleto in assoluto per aver fortuna al gioco. Tutto sta a procurarsene un pezzo...

mercoledì 10 giugno 2020

il cappello sfondato


IL CAPPELLO SFONDATO

Viveva in un castello un ricco avaro. Tutto il po­polo lo malediceva, perché non aveva compassione di nessuno.
Un giorno un sarto, non avendo pane per sfamare i figli, pensò di commuovere l’anima di quel crudele.
L’avaro gli disse: « Io ti darò un sacco di grano a patto però che quando morirò farai la guardia alla mia tomba per tre notti consecutive, e se verrà il diavolo a molestare il mio cadavere lo allontanerai
Il sarto accettò.
Dopo pochi giorni l’avaro morì e il sarto, giusto il patto, si recò al cimitero a guardare la tomba del defunto. La prima notte passò senza alcun incidente, così la seconda; ma alla terza notte, al Sarto comparve il diavolo, il quale si avvicinò e gli domandò:
« Quanto oro vuoi perché io mi prenda l’anima del ricco avaro? » Il sarto pensò un poco e poi rispose:
« Quanto ne va nel mio cappello».
Il diavolo partì per andare a prendere loro. Durante la sua assenza il sarto fece un gran buco nei cappello, e quando il diavolo ritornò carico di oro, lo versò nel cappello che mai si riempiva.
Il diavolo volendo mantenere il patto si allontanò di nuovo a prendere altro denaro, ma neanche questa volta riempì il cappello.
Seccato di ciò, pretese la restituzione del denaro, ma l’altro non volle ubbidirgli per rimanere ai patti.
Mentre essi litigavano cominciò a spuntar l’alba, ed allora il demonio scomparve.
Così l’anima dell’avaro fu salva, ed il sarto, burlando il diavolo, divenne ricco.

Leggenda Piemontese

martedì 9 giugno 2020

leggende legate alla croce

CROCE
I suoi significati profani, al di là di quelli sacri, sono innumerevoli, ma quasi tutti positivi.
Per esempio, il gesto d'incrociare le dita in segno di scongiuro è diffuso in tutto l'Occidente.
Altro gesto protettivo è quello consistente nell'incrociare i due indici di fronte a quelle visioni sgradevole o lugubri.
Già abbiamo ricordato che porta male incrociare due coltelli: ma ancor più diffusa l'usanza di evitere ad ogni costo che due posate vengano accidentalmente a trovarsi incrociate sulla tavola ove stiamo mangiando.
Con riferimento alla croce della cultura cristiana, occorre dire che questo simbolo è ancor più considerato come estremamente positivo.
Non solo, il segno della croce fatto prima di affrontare un'impresa o un'azione rischiosa o difficile è gesto protettivo altamente diffuso nella nostra cultura, quando si tratta di un gesto che il popolino considera quasi un "conditio sine qua non" ove si tratti di avviarsi verso qualcosa di ignoto, insolito o pericoloso.
Molti sono coloro che usano l'effigie della croce come vero e proprio amuleto religioso, da portarsi addosso preferibilmente appeso al collo con una catenina.

venerdì 5 giugno 2020

Un gigante nella notte


UN GIGANTE NELLA NOTTE

Due pesciaioli dovevano andare a Ortona per pescare. Era ancora notte. Uno dei due stava già alla marina; l’altro usciva dai paese. Giunto alla « Loggia dei Pescialoli », questi si vede davanti una persona di smisurata altezza con occhi di brace. Non poteva esser altri che il diavolo; e provò di far il segno della croce, ma la mano non ubbidiva. Voleva gridare al soccorso; ma la lingua era paralizzata. Tuttavia, continuò ad andare avanti; e l’uomo smisuratamente alto avanti anche lui, camminando a ritroso.
Giunto alla marina, indicava lo spettro al compagno, ma non poteva dire altro che: “Il diavolo!”.
Il compagno, che non vedeva nulla, quasi per beffarlo, alla sua volta gli diceva di non vedere altro se non i cocomeri, che la piena dell’Alento aveva gettato sul greto. Il fatto è che quel pover’uomo, dalla paura, giacque sette mesi in un fondo di letto.

Leggenda di Francavilla a mare.

giovedì 4 giugno 2020

leggende legate al cucchiaio

CUCCHIAIO
Il cucchiaio, come tanti arnesi e suppellettili domestiche, ha una lunga tradizione magico-popolare.
La più nota riguarda il fatto che il cucchiaio è usato, insieme alla forchetta, per predire il "sesso2 dei nascituri.
Si disporrà, coprendolo con un panno, un cucchiaio su una sedia e una forchetta su un'altra: quindi si inviterà la gestante a sedersi su una delle due. Se ella andrà a sedersi sul cucchiaio, avrà un maschio; se si siederà sulla forchetta, allora avrà una femmina.

mercoledì 3 giugno 2020

i colori bianco e blu

BIANCO: non è uno tra i colori dall'impronta magica più fortunata, tuttavia è ritenuto senz'altro positivo, almeno nella cultura mediterranea, mentre è segno nefasto nei Paesi anglosassoni  e in Estremo Oriente. Il corallo bianco è considerato un amuleto di grande fortuna.

BLU: come variazione dell'azzurro, è attribuito anch'esso al pianeta Giove, quindi ha connotazione fortunata. Tra l'altro, la sua analogia col colore del mare in certi momenti accentua questa sua valenza positiva.

martedì 2 giugno 2020

Carina si spegne


Carina si spegne

Carina, bellissima giovanetta di Nola, viveva beata dell’amore dei suoi genitori e dell’affetto di Sandro, il suo fidanzato. Ma ad un tratto ella perdé e la madre e il padre e il suo Sandro, perché, morta la ma­dre, il padre per disperazione emigrò in America, e, venuto il giorno della leva, il suo fidanzato fu co­stretto a partite per t’esercito. Né qui finirono le sventure di Carina, perchè un temporalaccio, di lì a poco sopravvenuto le intristì miseramente il cam­picello.
Penava la poveretta, e invocava la morto quando le apparve un angelo oscuro dalle pupille di carbone, che le promise ogni felicità, purché a lui s’abbandonasse; ma Carina chiuse gli occhi, si sognò, devota­mente, e il demonio sciogliendosi in fumo, spari d’un tratto.
Ma il fiero spettacolo sconvolse la salute di Ca­rina: la notte, ora sentiva strani sibili, ora vedeva gran fila di spettri; sicché, aggiunti questi strazi alle amiche sventure, la Carina andò declinando un giorno dopo l’altro finché morì.

Leggenda legata alle figure legate al diavolo.
Zona del Canavese.

lunedì 1 giugno 2020

leggende legate alla cenere

CENERE
La cenere che resta nel camino una volta consumatasi la legna dovrebbe esser lasciata in loco fino a quando non sia, l'indomani, del tutto fredda.
Solo allora la si potrà rimuovere senza che perda il suo effetto di portafortuna nei confronti della casa.
Tale credenza è forse dovuta al fatto che la presenza della cenere calda presuppone quella di un focolare sempre pronto ad accogliere una pentola col cibo: il che è senz'altro un eccellente auspicio per tutti i componenti della famiglia.