mercoledì 30 settembre 2020

i colori indaco - marrone - nero

INDACO: è uno dei setti colori dell'arcobaleno, tendente all'azzurro violaceo.
Ha tradizionale analogia con significati di fortuna e positività, benché spesso accada che sia confuso col viola e quindi ritenuto colore dalle vibrazioni niente affatto positive.

MARRONE: il suo sfumare nel rosso o nel rossiccio lo pone in analogia con Marte e con Scorpione.
E' un colore che può comportare melanconia, ma favorisce la concentrazione e il rendimento nei lavori molto impegnativi sul piano mentale.

NERO: a una connotazione negativa in tutte le culture.
Colore di Saturno, indica ostinazione, cristallizzazione, mancanza di evoluzione.
E' antitesi e negazione dei colori cosiddetti "solari".

sabato 26 settembre 2020

i colori verde e viola

VERDE: colore di Venere, quindi di vibrazione altamente positiva.
Il suo tradizionale significato di "speranza" deriva proprio dall'analogia col pianeta.
E' il colore dei paramenti usati dal mago nelle magie d'amore positive e quello dei talismani di Venere, ugualmente indicati per l'amore.

VIOLA: è il colore di Giove, e quindi è un colore di connotazione positiva, come quello della preziosa ametista, gemma in analogia con quel benefico pianeta. Nelle sue sfumature più chiare simboleggia autorità, ricchezza, saggezza e potere. Negatività, invece, la sua fama nell'ambiente del teatro: il che ha finito col far credere che il viola sia a tutti gli effetti un colore generalmente infausto.

martedì 22 settembre 2020

leggende legate ai fiammiferi

FIAMMIFERI
Se ne sono dette e scritte di ogni colore sui fiammiferi, e sono tutte storie simpatiche o comunque emblematiche.
Innanzitutto, soffiare su un fiammifero (o un cerino) in mano a una persona dell'altro sesso, dopo aver acceso una sigaretta, costituisce pressante invito d'amore: la controparte dovrebbe capirlo, e dare una risposta quanto più celere possibile.
Non è cosa fortunata, invece, accendere una sigaretta in tre con lo stesso fiammifero: forse ciò si ricollega all'antica costatazione secondo cui quando i soldati in trincea accendevano - di notte - più sigarette con lo stesso fiammifero, l'ultimo veniva spesso beccato dai cecchini nemici il cui tiro veniva, per l'appunto, guidato dal tenue bagliore.

venerdì 18 settembre 2020

leggende legate alle corna

CORNA
Sembrano essere le più infallibili "armi" contro la jellatura, il malocchio, la cattiva sorte.
Simbolo difensivo di antichissima origine, il gesto delle corna fatto con indice e mignolo mentre le altre dita della mano sono ripiegate su se stesse ha ancora oggi un fortissimo contenuto evocativo e suggestivo, in quanto avente vero e proprio potere liberatorio nei confronti di qualsiasi influsso o presenza nefasta possano occasionalmente entrare nel nostro campo di azione o di visuale.
Per estensione, anche il ciondolino a forma di corno o di corna, in metallo o in corallo che sia, ha assunto oggi un valore di amuleto di "collaudata" efficacia e molto diffuso.
Una più semplice ma ancora più diffusa variante delle corna è costituita dal corno.

giovedì 17 settembre 2020

Il vocabolario del Cimbro è custode di un «tesoro»

L'Arena, Venerdì 4 Aprile 2008
GIAZZA. Oltre duecento anni di testimonianza orale provenienti dai 13 Comuni che parlavano l’antico idioma
Il vocabolario del Cimbro è custode di un «tesoro»
L’opera, costata tre anni di lavoro, sarà presentata alla Civica di Verona. Salva un patrimonio a rischio


Vittorio Zambaldo
Vede la luce dopo tre anni di lavoro il primo «Vocabolario comparato della lingua cimbra». Pubblicato dal Curatorium Cimbricum Veronense, sarà presentato oggi alle 16 in Sala Farinati, nella Biblioteca civica di Verona. Il Vocabolario comparato è un’opera colossale per impegno profuso in documentazione, ricerca, analisi delle forme della parlata cimbra a partire dagli scritti di don Marco Pezzo del 1763, dei fratelli Cipolla del 1883-84, del linguaggio cimbro di don Pietro Mercante del 1936 e di monsignor Giuseppe Cappelletti del1956. Ma anche gli studi di Gianni Rapelli del 1983 e le conoscenze linguistiche apprese dalla madre di Renzo Dal Bosco di Giazza nel 2004.
Oltre duecento anni di testimonianze scritte e orali sono affrontate dal vocabolario nelle diverse forme riportate dai cimbri non solo di Giazza, ma anche di tutta la Lessinia. Ben seimila lemmi vengono presentati su colonne affiancate, evidenziando le varie forme della parola secondi i diversi autori. Non è solo un excursus storico attraverso la lingua, ma anche un lavoro di consolidamento della stessa e la sua evoluzione nel tempo.
«Quando una lingua sta per morire, quando una minoranza lotta per la sua sopravvivenza linguistica, sociale e culturale, quando un patrimonio sembra soccombere di fronte all’inevitabile affievolirsi delle parole, la realizzazione di un vocabolario diventa un elemento di difesa di un patrimonio, ormai di poche decine di parlanti a Giazza», riconosce Vito Massalongo, presidente del Curatorium.
«Era una decina d’anni che si pensava di realizzare un lavoro di recupero di questo genere», ammette il presidente, «e con l’introduzione dello sportello linguistico, frutto della legge 482 e dei fondi della legge regionale sulle minoranze linguistiche del Veneto, si sono potuti avere tempo e risorse per affrontarlo».
L’impresa ha coinvolto in primis la curatrice Adriana Bulgarelli per più di tre anni, ma anche un folto gruppo di collaboratori, tra i quali Aldo Ridolfi, caporedattore della rivista Cimbri-Tzimbar; Renzo Dal Bosco (uno di pochi a parlare ancora cimbro); Gianni Molinari, che ha affrontato questo argomento insieme a Marta Tezza, Ezio Bonomi, Roberto Nordera, Piero Piazzola, Gianni Rapelli,Vito Massalongo e Marzio Miliani, responsabile della grafica e delle illustrazioni.
Adriana Bulgarelli spiega la filosofia dell’opera: «Abbiamo voluto realizzare un vocabolario della parlata dei Tredici Comuni Veronesi, limitandolo al cimbro della zona raccolto dalla viva voce dei parlanti nel corso degli anni, ponendolo a confronto con ciò che è stato scritto da chi ci ha preceduti. Mettere per iscritto una lingua parlata è un controsenso», continua la curatrice, «perché una lingua di tradizione orale è soggetta inevitabilmente a continue interpretazioni ed alterazioni, ancor più di una lingua scritta, la cui incessante evoluzione è ben nota».
Il lavoro svolto per il Vocabolario è secondo Piero Piazzola, presidente emerito del Curatorium, «un grande aiuto a frenare o a contenere la perdita di questo patrimonio linguistico; e quindi è un’opera straordinaria e singolare».
Il programma della presentazione dell’opera prevede una prolusione in musica con Adriana Avventini (arpa), Patrizia Borromeo (arpa e canto) ed Emanuele Zanfretta (fiati e cornamuse), a cui seguiranno i saluti delle autorità presenti e del direttore della Biblioteca civica, Agostino Contò. Massalongo introdurrà l’opera e Bulgarelli farà una relazione del lavoro svolto, mentre Renzo Dal Bosco, insegnante di madrelingua cimbra, porterà i suoi saluti nell’antico linguaggio e Aldo Ridolfi presenterà l’ultimo numero della rivista Cimbri-Tzimbar. Dopo un intermezzo musicale interverranno anche Piero Piazzola e il linguista Marcello Bondardo, prima del dibattito e del saluto finale accompagnato da un rinfresco “cimbro”.

domenica 6 settembre 2020

la fonte di donna Culina


LA FONTE DI DONNA CULINA

Nella contrada Aucellaria, poco lontano dalle mura di Atri, è una fonte nella quale dicono che vegga la fata Donna Culina con un filatojo d’oro con venti pulcini pure d’oro. Una giovanetta afferma di averla veduta, e un contadino dice che a mezzanotte, andatovi a prender acqua, si senti quasi togliere di mano il ramaiuolo, d’aver veduta vuota interamente la gran vasca, che dopo un’ora era già tornata pienissima.
A cinque ore di notte, non molto lontano da Atri presso il Colle della Giustizia, in un campo de’Signori Sorricchio, il medesimo contadino crede aver veduto de’ carrozzoni di fuoco con cavalli e uomini di fuoco, che con grandissimo rumore rotolavano si giù per quelle rupi.

Leggenda della zona di Atri.

giovedì 3 settembre 2020

il colore arancione

Formano una tra le più antiche "serie di corrispondenze naturali", con innumerevoli implicazioni occulte che spaziano dalla magia all'astrologia, dall'alchimia alla superstizione.
Esiste al riguardo una letteratura quasi imponente, che però è sostanzialmente conforme alla tradizione astrologica mediterranea e alle corrispondenze tradizionali fissate nell'ambito di essa, e che sono le seguenti:
ARANCIONE: scaturisce dalla fusione del rosso e del giallo in pari misura. E' il colore solare per eccellenza, insieme al giallo. Porta bene scrivere sui talismani le frasi propiziatorie con inchiostro arancione.
Alcuni corpi militari hanno ancora oggi un fazzoletto da collo arancione, o una mostrina dello stesso colore, come parte integrante della divisa, per propiziarsi - pare - l'esito delle varie imprese.