domenica 24 febbraio 2013

Il ragno che danza. Il mito di Aracne nel tarantismo pugliese

Il ragno che danza. Il mito di Aracne nel tarantismo pugliese

Il ragno che danza. Il mito di Aracne nel tarantismo pugliese

Annarita Zazzaroni

Abstract


Una particolare forma di permanenza del mito di Aracne si può trovare nel fenomeno pugliese del tarantismo, un rituale coreutico-musicale preposto alla guarigione dagli effetti del morso di un ragno mitico, la taranta. Nella danza della tarantata si ritrovano infatti gli elementi caratteristici della la trasformazione della donna in ragno, la sfida nei confronti del divino e il valore superiore e quasi soprannaturale dell’arte. Il tarantismo inoltre si rivela l’incarnazione di un mito del Femminile per il Femminile, essendo manifestazione di una forma di eros precluso e sfogo dai condizionamenti di una società rigidamente patriarcale. Farà da guida in questo viaggio nel tarantismo il primo filmato sul fenomeno, La Taranta di Gianfranco Mingozzi, realizzato nel 1961, con il commento del poeta Salvatore Quasimodo. Tra influssi del culto della Magna Mater, elementi duali di valenza dionisiaca e il valore costante del simbolismo del filo, il mito metamorfico della donna-ragno giunge alla rappresentazione della donna come femme fatale, che cuce vita e morte in un intreccio continuo (cfr. anche i casi di Tolkien e Strauss).

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