venerdì 27 marzo 2009

INCONTRO CON ESSERI FATATI

INCONTRO CON ESSERI FATATI

Durante la serata, dopo che avevamo parlato a lungo, il nostro albergatore raccontò di come una banda di contrabbandieri, di sua conoscenza, fu cacciata via da Market-Jew-Green da un piccolo gruppo di esseri fatati. C'è ancora qualche speranza che non tutto il popolo fatato abbia abbandonato questi luoghi, infatti, alcuni vecchi hanno visto numerose «creature», non più di cinquanta anni fa, danzare e far baldoria a Eastern Green. A quel tempo vi erano molti acri di prato che cresceva sugli argini sabbiosi e si poteva fare una piacevole passeggiata sull'ampia zona verde che andava da Chyannour fino al ponte Market-jew. Gran parte di questo prato, ora, è stato portato via dalle onde e molto di ciò che il mare ha risparmiato è stato rubato dagli avidi proprietari delle terre vicine, sebbene il loro diritto su questa proprietà sia dubbio. La storia che vi racconterò mi è stata narrata da un vecchio poco tempo fa, egli l'ha udita da un uomo che vi era implicato personalmente. Tom Warren di Paul era noto come uno dei contrabbandieri più sfrontati dei dintorni. Una notte d'estate, circa quaranta anni fa, egli e altri amici sbarcarono da una nave piena di generi di contrabbando a breve distanza da Long Rock; il brandy, il sale e il resto erano stati presi in alto mare. Due uomini andarono nelle case dei loro migliori clienti ed uno andò a Newton per procurarsi dei cavalli, in modo da poter mettere il bottino al sicuro prima dell'alba. Tom e altri due, essendo molto stanchi, si sdraiarono su un mucchio di sale, sperando di fare un bei sonnellino mentre Ì loro compagni erano via. Tuttavia, furono subito disturbati dal «cinguettio» dei «feapers» (canne bucate che emettevano una nota stridula quando vi ci soffiava dentro), e, insieme, da un continuo tintinnio, come quello che fanno le vecchie donne sbattendo Ì coperchi contro le pentole per impaurire le api che sono entrate in casa. Gli uomini pensarono che il rumore provenisse da un posto poco distante dove forse, alcuni contadini stavano danzando sull'erba. Tom andò a vedere, deciso a mandarli via. Passata la spiaggia, salì su di un'altura di sabbia per guardare intorno, la musica sembrava provenire da molto vicino. Fra alcune fessure dei banchi di sabbia scorse delle luci e alcune persone vestite come bambole che saltellavano allegramente e facevano capriole. Si avvicinò e vide un gruppo di esserini che avevano l'aspetto di vecchi; molti di loro suonavano armoniche a bocca (pifferi di Pan), altri battevano i cembali o i tamburini mentre altri ancora suonavano gli scacciapensieri, i fischietti e altri strumenti a fiato. Tom notò che gli ometti erano tutti vestiti di verde e avevano il cappello rosso (quegli ometti vanno molto fieri del loro cappuccio rosso e perciò sono soprannominati «berretti rossi») ma ciò che più lo colpì fu il vedere come i piccoli pifferai con la faccia da vecchi agitavano le loro lunghe barbe. Muovendo la bocca sulle cornamuse, appoggiate al petto, sembravano più caproni che uomini e, allora, Tom disse: «Volete che vi faccia la barba. Ripeto, volete che vi faccia la barba, Berretti rossi?». Egli li chiamò a gran voce per due volte e stava per farlo la terza volta, allorché tutti i danzatori — cento e forse più — si disposero in fila, si armarono in un attimo con archi e frecce e gli si posero innanzi con aria vendicativa. Tali truppe di guerrieri cominciarono ad avanzare verso Tom che li vide diventare sempre più alti, man mano che si facevano più vicini. Il loro aspetto era così terrificante che egli si girò e corse in fretta dai suoi amici e li svegliò dicendo: «Buttatevi nel mare se volete salvarvi, vi sono centinaia di ometti che marciano contro di noi e tra poco saremo circondati». Poi corse alla barca, seguito dai suoi compagni, ma lungo il cammino furono investiti da una gragnuola di sassolini che bruciavano come carbone ardente quando colpivano.
Gli uomini si spinsero molto al largo prima di avere il coraggio di guardare, sebbene sapessero che in mare sarebbero stati salvi — infatti, nessuna tribù fatata osa toccare l'acqua salata. Alla fine essi videro in lontananza sulla spiaggia un gruppo di creature brutte, come non ne avevano mai viste prima, che gesticolavano minacciosamente e lanciavano, invano, sassi contro di loro. Appena furono a circa duecento metri dalla riva, lasciarono i remi e rimasero ad osservare i loro assalitori fino all'alba; quando si udirono i cavalli che galoppavano sulla strada che viene da Market-jew, il piccolo popolo si ritirò nei banchi di sabbia e Ì contrabbandieri ritornarono a terra. Essi non furono molestati mai più dagli esseri fatati, ma si dice che Tom, dopo questo incontro, divenne molto sfortunato.

Stories ad Folk-Lore of West Cornwall, William Bottrell