lunedì 20 luglio 2009

Nell´opificio medievale un centro studi delle tradizioni

Nell´opificio medievale un centro studi delle tradizioni
MARA AMOREVOLI
SABATO, 18 LUGLIO 2009 la repubblica - Firenze

Laureano: "Il recupero della struttura costerà 10 milioni". Vandana Shiva a capo della fondazione

Le sue ruote idrauliche e i mulini un tempo in uso per follare i panni di lana, ormai fermi da secoli, diventeranno testimonianza di antichi saperi. E l´imponente, straordinaria struttura delle Gualchiere di Remole, opificio industriale tardo medievale situato sulla sponda sud dell´Arno, di fronte all´abitato delle Sieci, diventerà sede di un Centro internazionale sulle conoscenze tradizionali, con lo scopo di inventariare, proteggere e diffondere antiche pratiche da coniugare alla tecnologia più innovativa. Un altro progetto, l´ennesimo, rilancia il recupero e restauro dei circa 4 mila metri quadrati di questo complesso storico situato nel comune di Bagno a Ripoli, di cui però è proprietario Palazzo Vecchio. Solo che questa volta sono in molti a scommetterci. In testa, i responsabili dell´Unesco e di una miriade di prestigiose fondazioni internazionali che si sono riuniti in un meeting l´11 luglio, e che domenica scorsa hanno effettuato un sopralluogo al complesso in barca sull´Arno, accompagnati dal vice sindaco di Firenze Dario Nardella, dal sindaco di Bagno a Ripoli Luciano Bartolini, capitanati da Pietro Laureano, architetto e urbanista consulente dell´Unesco, fondatore e coordinatore di Ipogea, organizzazione no profit e Centro studi sulle conoscenze tradizionali.
Laureano è il più convinto sulla fattibilità del progetto, e annuncia la data del prossimo 20 settembre, già fissata per firmare dal notaio i primi atti costitutivi del gruppo che dovrà occuparsi del progetto studio per ridisegnare il recupero delle Gualchiere. «Tutti i soggetti coinvolti, da Ipogea, alle Fondazioni Maria Nobrega e Carlo d´Inghilterra, a Francesco Bandarin, direttore generale del Centro per il patrimonio mondiale dell´Unesco, hanno già garantito lo stanziamento iniziale di 250 mila euro - spiega l´architetto - Altri 250 mila euro dovranno arrivare dagli enti locali coinvolti, dai Comuni di Bagno a Ripoli e Firenze, da Provincia e Regione. Numerose fondazioni e banche internazionali sono pronte a fare altrettanto: spero si muovano anche quelle locali, che il progetto vada avanti e sia un investimento remunerativo». Il recupero prevede che la struttura delle Gualchiere diventi in parte museo di se stessa, quindi centro di accoglienza e visite, campus e sede del nuovo centro che, prosegue Laureano «ha già oltre 3 mila voci censite e classificate di antichi saperi e tecniche legate, ad esempio, alla raccolta e purificazione delle acque, all´isolamento di edifici, a sistemi per fare l´idrogeno solare, all´energia eolica, alle conoscenze di quanto usi tradizionali dei popoli del mondo hanno prodotto nei secoli e che saranno integrate con le moderne tecnologie». Ricostruzioni, modelli, banche dati e multimedialità saranno l´anima pulsante del centro che avrà come presidente onoraria Vandana Shiva, e direttore scientifico lo stesso Laureano.
Entusiasta anche il vicesindaco Dario Nardella: «Siamo all´inizio di un percorso, ma c´è molta determinazione, ora si tratta di trovare risorse per un progetto pienamente condiviso tra tutti i soggetti». Un disegno ambizioso che con le Gualchiere proietta nel mondo Firenze e Bagno a Ripoli. Dai costi rilevanti, visto che il restauro del complesso toccherà la cifra di almeno 10 milioni di euro. «Forse di più - osserva Bartolini, sindaco di Bagno a Ripoli - ma per la prima volta c´è un progetto credibile, una grande idea che ci rimette orgogliosamente al centro del mondo con la creazione di un centro vivo e operativo unico. Ho verificato personalmente la piena disponibilità del direttore generale dell´Unesco, è un´occasione che non possiamo perdere».

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