sabato 4 luglio 2009

Una grande festa tra sacro e profano così Agrigento celebra il santo nero

Una grande festa tra sacro e profano così Agrigento celebra il santo nero
LAURA NOBILE
VENERDÌ, 03 LUGLIO 2009 LA REPUBBLICA - Palermo

Oltre ai cortei religiosi è in programma la "Notte di San Calò, la cultura delle differenze" con fuochi musica e un dragone volante

È una grande festa religiosa, un momento di devozione popolare verso il santo simbolo della tolleranza e della multiculturalità. Ad Agrigento questo fine settimana partono i festeggiamenti in onore di san Calogero, il santo nero, probabilmente di origini bizantine, amato dalla gente quasi più del patrono san Gerlando. Festeggiamenti che partono oggi e culmineranno il 12 luglio con la "Sagra del grano".
Particolarmente radicato in tutta la provincia, il culto per san Calogero vive anche di tanti momenti di festa pagana, che s´intrecciano con la festa religiosa. Stasera alle 20 si accendono le luminarie nel centro storico e domani ci sono i primi concerti del gruppo bandistico per le vie della città e in piazzetta San Calogero, rispettivamente alle 17 e alle 20. Il clou del primo fine settimana è fissato per domenica, con l´alborata delle 7 allo sparo dei mortaretti e l´ingresso della banda alle 8. Alle 12 la prima processione diurna con la statua del santo portata a spalla, lungo il percorso che da via Atenea conduce a porta Addolorata. È anche il momento della tradizione tutta pagana del lancio del pane, in ricordo di quando san Calogero mendicava gli alimenti per donarli agli ammalati di peste. La sera alle 20,30 il santo uscirà ancora, ma trasportato su un semplice carro bardato con paramenti sacri, in corteo solenne dalla chiesa omonima in piazza Stazione fino a viale della Vittoria. E da piazza Stazione alle 22,30 comincerà la "Notte di San Calò, la cultura delle differenze", un progetto di Alfio Scuderi tra tradizione e ricerca che vedrà la partecipazione dei Plasticiens volants, gli Ottoni animati, la musica dei Sun con la cantante capoverdiana Jerusa Barros e il percussionista peruviano Lenin Moreno. Sfilerà un grande corteo musicale con i palloni e le melodie zingaresche dei Plasticiens, le fontane di piazza Stazione con getti d´acqua illuminati da luci colorate, i concerti e il dragone volante, simbolo del male fino a quando l´icona di san Calogero spazzerà via tutto, nel segno della liberazione finale. Finale che sarà scandito dai fuochi d´artificio, esplosi in sincrono con le note dell´"Inno alla gioia" di Beethoven. E in città in questi giorni ci sono almeno due mostre da non perdere: "Akra Gea- Akragas", la mostra dello scultore tedesco Gunther Stilling allestita all´interno, nel chiostro e nei vialetti del Museo archeologico (venerdì e sabato 9-19, domenica e lunedì 9-13, biglietto 8 euro). Alle Fabbriche Chiaramontane di piazza San Francesco, invece, c´è la mostra "Doppio linguaggio" di Renzo Bellanca, sorta di dialogo tra la pittura e la letteratura, in un gioco di continui rimandi e suggestioni. Ingresso libero, visite dalle 17 alle 21.

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