venerdì 5 febbraio 2010

Ma sotto quale maschera si nasconde la liberta?

Il Sole 24 Ore, 29/01/1989
Ma sotto quale maschera si nasconde la liberta?
Federica Mormando

L' uomo primitivo si mascherava per diventare maschera che si metteva cosi' fondeva realta' e fantasia. Un processo psicologicamente piu' evoluto, e' , invece, "celare" la propria identita' attraverso il mascheramento. Cosi' il boia, cosi' il Consiglio dei Dieci a Venezia, cosi' gli adepti alle societa' segrete nascondevano la propria individualita' , dietro a una maschera, per dichiarare il proprio ruolo. Da indicatrice di ruolo, a simbolo di uno stato dell' uomo: la maschera greca, tragica, rappresenta lo stato d' animo che assurge a condizione umana senza tempo. Gli Italici, invece, tratteggiavano attraverso la maschera la tipologia caratteriale umana, filone ripreso a Roma da Plauto, per cui la maschera e' caricatura del vizio umano, ne e' ridente castigo. L' altra metodologia e' il Cristianesimo. Dal 500 fino al 1500 la maschera e il teatro sono proibiti, creazione del demonio. Con un' eccezione, Venezia, dove dal XII secolo e' permesso ai soli nobili il mascherarsi. Solo nel 1700 assistiamo al grande ritorno della maschera. Nell' eta' della ragione, l' uomo esprime l' irrazionale, l' emotivo, l' ignoto, schermandosi. Nel tripudio tecnologico degli ultimi anni, la maschera e' tornata, il Carnevale, e' divenuto un fenomeno di massa, complesso nella sua cornice e identita' di spettacolo. Ma in questo spettacolo, cui gli interessi turistici non sono estranei, si rivela la molteplicita' delle facce del diamante uomo, di cui la maschera e' un riflesso tra i piu' affascinanti. La maschera e' un patto di non responsabilita' fatto con l' autorita' . Quello che mostro, che dico, che faccio, non e' il mio vero essere, il quale e' invece come tu lo vuoi. L' esatto opposto della concezione dell' uomo primitivo. Nello sdoppiamento, l' uomo esprime una evoluzione psicologica. Siamo riusciti a concepire un mondo doppio, e a dargli una forma, esiliandolo dalla preoccupante bugia. Per tutti la maschera non e' bugia? no| L' uomo e' riuscito a fingere anche nella finzione. Sotto la maschera del gioco, alcuni celano il tradimento reale. E, nella generale allegria del Carnevale, si compiono talora azioni gravi, che provocano morti e feriti, nell' impunita' dell' attore. Il ladro che si maschera fuori del Carnevale si diachiara, ma quello del sabato grasso e' doppiamente ladro. Ma nella maggioranza dei casi, il Carnevale e' liberta' onesta. L' impressione generale che il Carnevale suscita e' quella dello spettacolo. Abituato a fare da spettatori delle recite altrui, l' uomo comune puo' recitare per un giorno e sentirsi finalmente protagonista. Che cosa recita? Un filo segreto comunica ai piu' un tema predominante, uno all' anno. C' e' stato l' after day: centinaia di sopravvissuti sbiancavano le strade, la pelle solcata da minacciose vene grigie. C' e' stato il maschio frustrato travestito da travestito: volgari e colorati riempivano le strade come un contemporaneo Touluse Lautrec. C' e' stato il desiderio di innocente magia, Mary Poppins passeggiava al braccio dello spazzacamino scherzando con l' ombrello. E poi gli infermieri: siringoni esorcizzavano la sopravveniente Aids nelle mani di candidi sanitari. E poi la creazione di mondi fantastici: extraterrestri, ricostruzioni storiche, e tutto quello che la fantasia e il materiale povero possono suggerire, insieme al ritorno del fai da te. L' evento davvero nuovo e' la maschera da oggetto, o da vegetale. L' uomo si maschera non soltanto da altro uomo, ma anche da non uomo. Carote, orologi, penne stilografiche, bottiglie... a Carnevale molti desiderano provare il sollievo di non essere umani. La non responsabilita' si esprime nella rinuncia, seppure finta alla corteccia cerebrale. Questo puo' far riflettere. Le cose hanno assunto una tale importanza, da poter fungere da oggetti di identificazione? Certo la molteplicita' di mascheramenti riflette la confusione delle regole. Non tutti capiscono che cosa sia trasgressione e che cosa obbedienza, anche perche' micropoteri si sono impadroniti di molte trasgressioni, trasformandole in regole partitiche. Se si vuol raggiungere la liberta' , davvero non si sa che forma assumere. Questo puo' forse spiegare l' interesse per gli oggetti. Divenire non piu' umani ne' reattivi impedisce al piu' potente la compiacenza del predominio. Ma l' interesse collettivo per la maschera travalica il Carnevale. Maschere veneziane sono ormai assurte a opera riconosciuta di arte minore, e durante tutto l' anno si espongono, si ammirano, si vendono. Anche questo e' indicativo. Nell' estrema mobilita' , nel relativismo del tutto, rinasce l' aspirazione a rendere immobile un viso, a sublimarlo in un' espressione per sempre il cui valore sia indipendente del suo calarsi sopra un volto vero. Tornera' la maschera greca, fra i colori e i luccichii dei materiali moderni?
(...)

Nessun commento: