venerdì 5 febbraio 2010

O GIOVE, "DIO DEI DOLCI", AIUTAMI TU

Il Sole 24 Ore, 28/06/1987
O GIOVE, "DIO DEI DOLCI", AIUTAMI TU
Maguelonne Toussaint-Samat

Il pane, nutrimento base, e' diventato il simbolo dell' alimentazione per eccellenza. Ci si guadagna il pane, ma ci si lascia anche togliere il pane di bocca. Oltre a essere degno del piu' grande rispetto, il pane e' anche investito di una autentica sacralita' , in quanto figlio diretto della grazia di Dio (...).
Presso i contadini fedeli alla tradizione, e' tuttora invalso l' uso di farsi il segno della croce prima di spezzarlo. E se, per caso, il pane viene messo in tavola alla rovescia, ancora oggi si pensa che porti male. Inizialmente _ e questo gia' molto tempo prima del Cristianesimo _ veniva deposto sulle tombe quale offerta per i defunti presentato con la parte superiore rivolta alle potenze del sottosuolo, le attirava: poiche' agli Inferi, com' e' noto, non si mangia. L' ostia dell' Eucaristia, pane azimo, pane della purezza, e' si' pane di Vita, ma di una vita spirituale. San Martino raccomandava di accoglierla muniti di tre sentimenti, ispirati ai seguenti principi: l' afflizione della privazione (materiale e spirituale), la preparazione alla purificazione (in quanto si tratta di pane azimo) e la memoria delle origini (). Lo stesso nome di Betlemme significa , presenza simbolica di Dio, dopo essere stata la , pietra eretta da Giacobbe. E non e' un caso che Gesu' abbia visto la luce proprio in questo luogo. Nei diversi rituali della distribuzione del pane da parte della Chiesa e' necessario fare una distinzione fra il pane benedetto e il pane offerto (ad esempio, l' offerta del pane presso gli Ebrei) dell' ostia dell' Eucaristia. Oltre a essere presente in larga misura nelle prestazioni in natura dell' antichita' e del Medio Evo, e a supplire in maniera agevole alla scarsa circolazione di moneta, il pane nobilitava le prestazioni, attribuendo loro un alone di sacralita' di cui era invece priva la rimessa in danaro. Queste prestazioni, che costituivano talvolta l' unica provvista di viveri delle comunita' canonicali o monastiche, salvaguardavano inoltre la dignita' e il voto di poverta' dei nuovi adepti. Pane di Natale, pane di Quaresima, pane di Pasqua, ma anche del raccolto e della vendemmia, a seconda dei casi il pane diventava il premio di rito nell' attribuzione dei diversi gradi di una campagna, oppure il dono simbolico all' ingresso in una corporazione. Sovente veniva accompagnato con del vino, e l' uno e l' altro potevano essere consumati insieme al maestro o ai pari nelle cerimonie iniziatiche. Nell' Europa centrale viene tuttora porto in segno di benvenuto e presentato con il sale. Spezzare il pane nel corso delle cerimonie o, piu' semplicemente, durante i pasti, crea legami profondi destinati a diventare indissolubili e indimenticabili: amici saranno infatti coloro che hanno diviso il pane commensali, quanti hanno diviso i viveri. Il pane, schiacciato, viene spesso usato anche come impiastro di base per medicamenti nella cura della pelle. Supporto pratico ma anche interveniente nella guarigione, quasi fosse dotato di magici poteri. Oggetti magici o incantati, per eccellenza, sono sempre stati considerati i dolci o le gallette che si incontrano nei racconti delle fate. Da un lato questi cibi risvegliano l' interesse dell' uditorio che, in genere, ama i dolci, e ne fa quindi una scorpacciata durante l' ascolto. Dall' altro, rientrando nella categoria delle merci di scambio, i dolci sono essi stessi latori di messaggi. I biscotti di Cappuccetto Rosso, come il burro del resto, testimoniano l' affetto riverente verso la nonna meglio di qualunque discorso. Nel dolce di Pelle d' Asino e' nascosto l' anello della principessa. In un certo senso il dolce svolge il ruolo della bottiglia in mare. Ecco il suo significato: . In Provenza il dolce dell' Avvento veniva preparato dalle ragazze da marito. Questi dolci venivano presentati in una cesta, e successivamente messi all' asta fra i pretedenti l' offerta ricadeva sul giovane al cui orecchio era stato sussurrato il nome dell' autrice del dolce prima che gli aspiranti esprimessero le loro preferenze. L' innamorato doveva alzare l' offerta il piu' possibile, fra le risate generali. Non era necessario che il dolce fosse squisito: era sufficiente che la giovane cuoca apparisse splendida agli occhi del futuro sposo. In Guascogna al termine della messa di Mezzanotte venivano distribuiti dolci all' anice. I dolci che si regalano un po' ovunque, fra Natale e i primi giorni di gennaio, ivi compresi i dolci dei re, derivano direttamente dai dolci romani che si preparavano in onore di Giove, al quale il mese di gennaio e' dedicato. Giano, il dio della doppia porta, era preposto a una duplice missione: gettare un ultimo sguardo sul passato (l' anno che stava per concludersi) e vigilare sull' avvenire (l' anno che stava per iniziare).
(...)
da Histoire Naturelle Et Morale De La Nourriture, Bordas, Paris 1987,
pagg. 181-182. Traduzione di Elisabetta Dente.

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