venerdì 2 maggio 2008

Due castelli immersi nelle leggende

Il Mattino, 01/05/2008
LA STORIA
Due castelli immersi nelle leggende
Sotto Castel dell’Ovo Virgilio depose un uovo per preservare la città da pestilenze e sventure

Due castelli, un lungo e intramontabile intreccio fra storia e mito. Castel Nuovo (Maschio Angioino) e Castel dell’Ovo, sono due dei principali manieri napoletani, e attorno ad essi sono fiorite antiche leggende. Il Castel Nuovo, meglio noto come Maschio Angioino, è uno dei simboli più rappresentativi di Napoli ed è tra i castelli più famosi d’Italia. Con la sua possente sagoma domina la scenografica Piazza Municipio, creando una cornice di indiscutibile fascino. La sua costruzione si deve a Carlo d'Angiò, capostipite della dinastia francese a Napoli, che, entrato in città dopo aver sgominato gli ultimi Svevi (prima Manfredi e qualche anno dopo il nipote Corradino) non avendo trovato una dimora adeguata a Castel Capuano (fatto edificare dai Normanni), decise di costruirsi una reggia fortificata sul mare. Morto Carlo d’Angiò la costruzione, già avviata, fu completata dal figlio Carlo II, detto lo Zoppo. Quell’originario castello fu però poi ampliato e modificato da Alfonso il Magnanimo, quando gli aragonesi, più di un secolo dopo, unificarono le corone di Napoli e della Sicilia. All’interno delle stanze del castello, quando era ancora sotto il dominio dei Durazzo d’Angiò, si celebrarono gli amori e gli onori della regina Giovanna. Anche Castel dell’Ovo vive tra storia e leggenda. Sull’antico isolotto di Megaride, che la leggenda indica come luogo di approdo del corpo della sirena Parthenope (che si era suicidata per non essere riuscita ad ammaliare Ulisse che passava con la sua imbarcazione davanti a l’isolotto Li Galli), sorge appunto il castello, uno dei manieri più antichi e suggestivi della città. Il castello lega il suo nome al mito sorto in epoca medioevale di un uovo magico capace di preservare la città e i suoi abitanti da sciagure e pericoli: Virgilio, il celebre cantore delle gesta di Enea, l’avrebbe nascosto in un luogo segreto del castello, protetto in una caraffa inserita in una gabbia. Grande poeta latino, Publio Virgilio Marone (70-19 avanti Cristo) in età medievale acquisì un alone leggendario: alla sua figura furono associati poteri magici ed esoterici. Virgilio mago e benefattore di Napoli, proprio perchè avrebbe collocato in un luogo segreto del castello l’uovo, da cui prese il nome. Quell’uovo ovviamente non si mai trovato, ma proprio per questo la leggenda continua.
l.z.

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