sabato 10 maggio 2008

Unesco, è un tesoro il folklore d'Italia

Unesco, è un tesoro il folklore d'Italia
Maria Novella De Luca
la Repubblica 30/12/2006

ROMA — Raccontano il mondo sacro e il mondo profano, i riti, le feste, la musica e le canzoni. Raccontano i misteri della vita e della natura, le guerre, gli amori, le leggende, le storie di Dio e quelle degli uomini, il cibo, il raccolto, la nascita e la morte. Sono le tradizioni popolari, le rappresentazioni rituali, i dialetti ormai oscuri, le lingue dimenticare, quell'eredità “intangibile” e preziosa che Ernesto De Martino definiva “Mondo Magico” e che finalmente in ltalia sarà tutelato come patrimonio dell'umanità. Con la ratifica di due convenzioni Unesco, una sulla Diversità Culturale l'altra sui Beni Intangibili, alcuni tra gli esempi più alti del folklore italiano come il Canto a Tenores sardo o l'Opera dei Pupi Siciliani, il Palio di Siena o la festa dei Ceri di Gubbio, entreranno a far parte dell'elenco mondiale dei beni da proteggere. Con la particolarità che non si tratta di paesaggi e monumenti, ma di tesori che si tramandano con la voce, la memoria, il canto, la musica, «Il Senato — spiega Danielle Mazzonis, sottosegretario ai Beni Culturali — ha appena approvato all'unanimità la convezione sulla Diversità Culturale, un documento che impegnerà lo Stato a tutelare e quindi a finanziare le espressioni artistiche nazionali, dal cinema alla letteratura al teatro. Nelle prime settimane di gennaio, invece, inizierà la discussione sulla convenzione Unesco sui Beni Intangibili, ossia la grande tradizione dell'etnoantropologica italiana. Ratificata la convenzione si dovrà stilare la lista degli eventi da considerare patrimonio dell'umanità. Ma già oggi alcuni esempi di tradizione popolare sono inseriti in un lista mondiale dell'Unesco che ogni anno identifica pezzi di memoria collettiva da conservare e salvare dall'oblio». Tra questi, il famoso Canto a Tenores, l'espressione musicale tra le più arcaiche della Sardegna, in cui quattro cantori disposti a cerchio, (così come a cerchio erano costruiti i Nuraghe) compiono delle vere e proprie acrobazie musicali con il semplice uso della voce. Accanto al Tenores c'è ll Teatro dei Pupi siciliani, con quelle marionette uniche e decoratissime che ancora oggi rievocano l'Orlando Furioso e la Gerusalemme Liberata. Ma è probabile, sottolinea Mazzonis, che eventi come «il Palio di Siena o i Ceri di Gubbio, le rappresentazioni della Pasqua in Campania o la festa di Santa Rosalia entrino di diritto nella lista del patrimonio immateriale italiano». E parla di intervento fondamentale per salvare “l'archeologia vivente” Marino Niola, docente di Antropologia dei Simboli all'università Suor Orsola Benincasa di Napoli. «Pur essendo uno dei paesi più ricchi al mondo sul fronte delle tradizioni, noi arriviamo quasi ultimi nella tutela dei beni immateriali, se pensiamo che già da anni la Corea possiede il catalogo dei beni viventi, che classifica come “bene culturale” una famosa sciamana,.. In ogni caso la classificazione dell'Unesco avrà una ricaduta molto positiva nel restituire al folklore italiano la sua vera natura di “archeologia vivente”, non soltanto turistica e non soltanto da cartolina». Niola spiega però che ci sono molte zone d'Italia dove il “patrimonio immateriale” è assai più tutelato di quello materiale. «Penso ad alcune processioni del Sud, come i Flagellanti di Guardia Sanframondi o il pellegrinaggio al santuario della Madonna dell'Arco a Sant'Anastasia, dove non c'è famiglia, residente, ma ancor di più se emigrata, che non si tassi per mantenere riva la tradizione. Bendi più di quanto farebbero per salvare dal degrado un'area archeologica o un monumento».

In Italia
LE CONVENZIONI
L'Italia ha approvato ai Senato la convenzione Unesco sulle Diversità Culturali e approverà nei primi mesi del 2007 quella sui Beni lntangibili e Immateriali
LE TRADIZIONI
Le due convenzioni tutelano il patrimonio etnoantropologico italiano e mondiaie. Nella lista mondiale già figurano il Canto a Tenores e il teatro dei Pupi siciliani.
I CANDIDATI
Una volta approvata la convenzione gli uffici dell'Unesco stileranno la lista dei beni immateriali, feste, tradizioni, musiche da dichiarare patrimonio dell'umanità

Nel mondo
I PAESI
Sono circa 30 i Paesi che hanno ratificato la convenzioni sui Beni Immateriali, e molti quelli che già definiscono “beni culturail” le tradizioni popolari
LE REGOLE
Nel 2003 a Parigi l'Unesco ha tracciato le regole guida sulla tutela del patrimonio immateriale dell'Umanità e sulle Diversità Culturali
I RITI
Tra le tante tradizioni da proteggere e da salvare la Samba brasiliana, le rappresentazioni del Ramayana in India, il teatro Kabuki in Giappone

GLI ESEMPI
LA CORSA DELLE CONTRADE
La famosa e antica corsa dei cavalli e la disfida delle contrade è una delle feste storiche più importanti del mondo, e attrae ogni anno a Siena migliaia di turisti
LE VOCI DELLA SARDEGNA
Il Canto a Tenores sardo è una delle forme musicali più antiche della Sardegna. E' già stato inserito dall'Unesco nella lista dei Beni Intangibili
LA DANZA E LA TRANCE
La Taranta è una famosissima danza e musica pugliese oggi riscoperta e apprezzata in tuffo il mondo. Un ballo che poteva portare alla trance
TAMBURI E VESPRI
La festa dei Ceri di Gubbio si svolge a Ferragosto. I Ceri sono grandi macchine sulle quali sono issate le statue dei santi portate a spalla dai ceraioli del paese
SALVATI DALLA PESTE
La festa di Santa Rosalia si svolge a metà luglio a Palermo. Famosissima in tuffo il mondo, oggetto di enorme devozione, celebra la santa che salvò la città dalla peste
NEL GIORNO DELL’ASSUNTA
Ogni anno in agosto a Guardia Sanframondi, Benevento, si tiene la processione dei “Battenti”, uomini incappucciati che si percuotono con catenelle di ferro

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