sabato 17 novembre 2007

Il culto ctonio di Demetra e Persefone

Gazzetta del Sud 2.11.05
Numerose le testimonianze nei vari siti archeologici siciliani delle credenze connesse al ciclo vegetativo
Il culto ctonio di Demetra e Persefone
A Morgantina uno dei santuari più importanti delle divinità sotterraneeGirolamo SofiaLa Sicilia custodisce nel suo grembo il mistero di Demetra e Kore rievocando, nel racconto del mito greco, il salto nella stagione autunnale. Nel mondo antico esistevano delle cerimonie di iniziazione, i misteri , riservate a gruppi di eletti. Tra i più celebri in Grecia c'erano i misteri di Eleusi, città non lontana da Atene, dedicati alla dea del grano Demetra e a sua figlia Persefone, chiamata in greco “Kore” (fanciulla). Il mito raccontava il rapimento della ragazza ad opera di Ade, re degli Inferi, che l'aveva voluta per sposa, e il dolore della madre Demetra che, per questo motivo, aveva smesso di elargire i suoi doni, cioè i cereali (unico prodotto indispensabile nell'antichità per la sussistenza). La conseguente carestia minacciava gli dei stessi, rimasti privi di sacrifici da parte degli uomini. Così gli immortali avevano posto fine all'angoscioso errare di Demetra consentendo un ritorno limitato e periodico sulla terra della fanciulla, ormai indissolubilmente legata al mondo sotterraneo. L'incontro fugace di kore con la madre ha significato per secoli il ritorno della buona stagione, la rigenerazione della natura e la fecondità e l'abbondanza dei raccolti. L'aspetto rituale di questa vicenda divina era al centro di una grande festa autunnale, chiamata appunto i misteri . Gli ateniesi la celebravano con una processione, che andava fino ad Eleusi, con un rito notturno, al santuario delle iniziazioni dove si rivelavano, ai partecipanti al rito, le “cose sacre”. Questi misteri si diffusero anche nell'occidente romanizzato, in osmosi cultuali e rituali. Basti pensare al mondo romano con i misteri relativi al culto di Cibele ed Attis, provenienti dall'Asia Minore; quelli egiziani d'Iside ed Osiride, infine quelli intitolati a Mitra, dio d'origine persiana. I percorsi archeologici siciliani offrono un'ampia presenza di questi culti ctonici o “demetriaci” legati al mito e a credenze connesse al ciclo vegetativo, dando la possibilità di tracciare indelebilmente, con evidenze archeologiche territoriali, il passaggio di questa credenza cultuale sull'isola. Numerose presenze associate alla sopravvivenza di questo culto e ai rituali ad esso connessi, sono percepibili in particolare nei monumenti archeologici esistenti in alcuni centri della Sicilia centro-meridionale. L'area sacra della Rupe atenea di Agrigento ospita uno dei più antichi santuari ctonici della Sicilia. Esso è delimitato da un muro di divisione “temenos” che isolava il complesso sacro dal resto delle altre strutture; dentro si sono conservati due altari circolari per le offerte incruente alle divinità. Ben più articolato l'altro grande santuario, sempre ad Agrigento, votato alle due dee. Una serie di strutture costituiscono l'intero complesso cultuale: tempietti, altari di cui uno circolare, come tipologia già ricordato in precedenza, riservato alle offerte incruente. Nel centro archeologico di Morgantina, in provincia di Enna, si conserva un altro importante santuario legato alle divinità sotterranee. Il complesso archeologico, nei pressi del teatro di metà IV secolo a.C., nasconde ancora quell'antico misticismo scaturito dalla vicina presenza del lago di Pergusa, luogo dove è nato il mito del rapimento della fanciulla da parte di Ade. A testimonianza di ciò dal santuario di Morgantina provengono numerose e rilevanti attestazioni del culto di Demetra e Kore come evidenzia l'ampia serie di coroplastica “ex voto” che ripropone le due divinità atteggiate in varie forme e pose. Quanto gli abitanti di Morgantina fossero devoti alla dea della terra e del grano e alla giovane Persefone, regina degli inferi e insieme dea essa stessa della fertilità, si intravede dalle numerose testimonianze archeologiche: busti fittili raffiguranti la madre Demetra con polos sul capo; statuette fittili stanti atteggiate come offerenti o talvolta recanti tra le braccia degli attributi della divinità, offerte votive o animali da sacrificare. Una presenza che si riscontra in un lungo lasso temporale (periodo classico-ellenistico) fino alle deduzioni delle prime colonie romane in Sicilia e Magna Grecia (III secolo a.C.). Non è un caso che l'altro importante santuario ctonio si trovi a poca distanza dal lago di Pergusa, e precisamente dell'attuale sito archeologico di Montagna di Marzo, un sito che in questi anni ha conosciuto una costante presenza di attività di scavo clandestino. L'archeologia siciliana vanta pertanto non solo la nascita del mito demetriaco, ma anche una formidabile presenza dell'aspetto rituale e cultuale delle divinità sui luoghi dove la mitologia ellenica ha scritto una delle pagine più mistiche della sua cosmogonia.

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