giovedì 15 novembre 2007

La notte dei falò e della pace

IL RESTO DEL CARLINO
La notte dei falò e della pace
da "il resto del carlino " 2003/03/18
La notte dei falò e della pace
La focarina di San Giuseppe , nata come un rito paganopropiziatorio di origine celtica nei riguardi dell'allungamentodelle giornate di sole e di luce (dei quali l'uomo haassolutamente bisogno sia in senso fisico, sia religioso), perringraziare e chiedere auspici favorevoli alla successiva annataagricola, assume quest'anno connotati particolari, legati ai ventidi guerra sempre più imminenti, in Irak.La focarina è stata a lungo simbolo propiziatorio per allontanarelo spettro della guerra oltre che rinverdire una tradizione molto invoga da noi, prima dell'avvento dell'era del consumismo edell'industrializzazione.Quando nelle nostre zone era prevalente l'attività agricola, nelleaie dei casolari di campagna si aspettava la vigilia di SanGiuseppe per bruciare i resti delle potature e di altre lavorazioniagricole come in una sorta di rito di purificazione (il fuoco,appunto, e il valore del bruciare sia per allontanare edesorcizzare l'inverno, il maligno sia per annunciare la primavera)che, nel corso dei secoli, si è sostituito al rito pagano.Allora come oggi, si approfittava del momento di aggregazionepaesana per festeggiarne la comunità e favorire lasocializzazione di tutti i suoi componenti. In epoca romana ilprimo mese dell'anno era marzo, quando sole appare ancoraspento, e per questo si accendevano fuochi per «dargli forza ecalore» per risplendere.Nel 1379 Carlo Malatesta bandì i fuochi perché ritenuti di originepagana ma la chiesa si oppose a queste decisioni collocandola data della focarina al 18 marzo, vigilia di San Giuseppe, ericonsegnandola al calendario espressamente come ritocristiano.Per tornare ai giorni nostri e al rischio di una guerra, i dolciricordi della feste di paese sono riportati anche da CesarePavese ne «La luna e i falò», in un passo denso di suggestionee struggimento che acquisisce in queste ore il sapore di untragico presagio; ambientato nell'immediato dopoguerra i fuochisono profanati da altri falò, che non sono più quelli allegri dellefeste di un tempo, ma segno di disperazione, dolore, guerra erisentimenti non ancora sopiti.Stasera a Martorano, in via Battelli, le sezioni del quartiereRavennate di Ds, Margherita e Pri organizzeranno una focarinaper la pace alle 20.A Savignano sul Rubicone, invece, i giovani della parrocchiaSanta Lucia danno appuntamento a tutti alle 20.30 davanti allostadio comunale per il tradizionale falò. I giovani sono invitati aportare una torta da dividere con i presenti.di Edoardo Turci

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